Aqp non rispetta protocollo e tace su licenziamenti collettivi in appalti per 1 miliardo di euro

 “Siamo oggettivamente preoccupati per una situazione che mette a rischio tanti posti di lavoro legati all’attività di un’azienda che prevede affidamenti in appalto per oltre un miliardo di euro. Un’azienda, è bene ricordarlo, a completa partecipazione pubblica. Nell’occasione abbiamo ricordato che è tuttora in vigora il protocollo d’intesa, sottoscritto nel 2023 da Aqp e parti sociali, un’intesa che si proponeva di rafforzare la tutela del lavoro negli appalti, promuovere il rispetto dei contratti collettivi e i principi di legalità, trasparenza e responsabilità sociale, sancendo alcuni principi fondamentali come l’attenzione alla qualità del lavoro e alla sicurezza, la lotta al dumping contrattuale e salariale attraverso la corretta applicazione dei contratti nazionali di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni sindacali più rappresentative, la valorizzazione del know how e in generale dell’occupazione locale, la promozione della parità di genere e delle clausole sociali, l’attivazione di controlli contro il lavoro irregolare e il subappalto selvaggio.

Lo scenario di licenziamenti collettivi nelle aziende dell’appalto va nella direzione diametralmente opposta rispetto agli intenti, siglati da ambo le parti, nel 2023. Uno scenario che non possiamo accettare. Per questo abbiamo chiesto con forza che Aqp si attenga agli obiettivi concordati appena due anni fa, a cominciare da quello di prevedere incontri periodici per condividere dati informativi riferiti alla natura ed alle caratteristiche dei lavori appaltati e da appaltare in particolare con riferimento al rispetto dei livelli occupazionali, dei principi etici e di legalità e di correttezza, nonché sulla corretta applicazione dei contratti nazionali di categoria applicati.

Non è accettabile che la più grande azienda a partecipazione pubblica pugliese, punto di riferimento non solo per la comunità pugliese ma per l’intero Mezzogiorno, non si attenga agli impegni assunti e che di fatto permetta una deriva occupazionale e contrattuale che colpisce lavoratrici e lavoratori già oggi esposti a precarietà e incertezze. Chiediamo alla Regione Puglia di farsi parte attiva affinché AQP rispetti pienamente gli accordi sottoscritti e adotti comportamenti coerenti con il proprio ruolo pubblico e con i principi di responsabilità sociale che devono guidare ogni scelta industriale e organizzativa. Come Uil e FenealUil continueremo a vigilare con determinazione, pronti a mettere in campo tutte le azioni necessarie per tutelare l’occupazione, i diritti e la dignità dei lavoratori coinvolti”, dichiarano il segretario organizzativo della Uil Puglia Stefano Frontini e il segretario generale della FenalUil Puglia Saverio Loiudice a margine dell’incontro del tavolo di crisi convocato in Regione Puglia e richiesto dalle organizzazioni sindacali a seguito dell’avvio di licenziamenti collettivi da parte delle aziende degli appalti AQP.

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