Sicurezza, i dati Inail in Puglia confermano l’emergenza

I dati diffusi oggi dall’Inail sulla situazione degli infortuni sul lavoro in Puglia confermano, purtroppo, quanto denunciamo da tempo: la sicurezza nei luoghi di lavoro continua a rappresentare una vera emergenza sociale. L’aumento del 3,87% delle denunce di infortunio nei primi cinque mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, accompagnato dalla crescita degli eventi mortali passati da 20 a 23, in netta controtendenza rispetto al dato nazionale, dimostra che non è più possibile limitarsi a commentare i numeri senza intervenire con decisione.
Particolarmente preoccupante è l’incremento registrato nei comparti delle costruzioni e della logistica, due settori nei quali il rischio è storicamente elevato, così come l’aumento degli infortuni in itinere che interessa soprattutto la componente femminile del mondo del lavoro. Si tratta di dati che impongono un’assunzione di responsabilità collettiva da parte delle istituzioni, delle imprese e di tutte le parti sociali.
“Ogni infortunio – commenta il segretario generale della Uil Puglia, Stefano Frontini – rappresenta una sconfitta per l’intero sistema produttivo e sociale, mentre ogni morte sul lavoro costituisce una ferita inaccettabile per una comunità civile. La sicurezza non può essere considerata un costo o un semplice adempimento burocratico, ma deve diventare il primo investimento per garantire dignità, qualità del lavoro e sviluppo”.
“Da anni – continua Frontini – conduciamo una battaglia concreta, “Zero Morti Sul Lavoro”, affinché il tema della salute e della sicurezza diventi una priorità assoluta nelle politiche del lavoro. Per questo continuiamo a chiedere un rafforzamento degli organici degli ispettori del lavoro, dei tecnici della prevenzione e dei servizi Spesal, affinché l’attività di vigilanza sia realmente capillare ed efficace, rafforzare il ruolo delle Rls. Allo stesso tempo è indispensabile investire nella formazione continua di lavoratrici e lavoratori e nella diffusione della cultura della prevenzione, a partire dalle scuole e dai percorsi di formazione professionale, perché la sicurezza si costruisce innanzitutto attraverso la consapevolezza. Infine, crediamo non sia più prorogabile l’istituzione di una procura speciale per le morti sul lavoro, capace di garantire uniformità nelle indagini e maggiore efficacia nel perseguire le responsabilità. Perché è evidente che molte di quelle morti non sono dovute a incidenti, ma sono veri e propri omicidi causati dalla prevalenza del profitto sulla vita umana”.
“La Regione Puglia – fa ancora Frontini – è chiamata ad assumere un ruolo ancora più incisivo nel coordinamento delle politiche per la prevenzione. Per questo chiediamo l’istituzione di un Piano regionale straordinario per la salute e la sicurezza sul lavoro, condiviso con le parti sociali, che definisca obiettivi misurabili, risorse dedicate e interventi mirati. Una strategia che preveda il condizionamento degli investimenti all’applicazione dele misure di sicurezza e dei contratti nazionali di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente maggiormente rappresentative, il potenziamento dei servizi di prevenzione delle ASL, campagne permanenti di formazione e sensibilizzazione, il monitoraggio costante degli infortuni e delle malattie professionali e un sistema di premialità per le imprese che investono concretamente nella sicurezza”.