“Una legge per escludere dai bandi del Recovery Plan in Puglia le aziende che non fanno sicurezza sul lavoro”

“Il 2021 ci ha consegnato dati allarmanti sugli infortuni nei luoghi di lavoro. Nel primo trimestre siamo già ben oltre le cifre del 2020, con una media di quasi quattro vittime mortali al giorno. Sono numeri inaccettabili, una strage silenziosa spesso frutto di disattenzioni in materia di misure di sicurezza. Il tempo è scaduto: per la politica è arrivato il momento di scegliere da che parte stare, se da quella dell’equità sociale e dei diritti, o quella della ripartenza spregiudicata e del profitto ad ogni costo. Nessuna mediazione: la ripresa produttiva si paga in euro, non con il sangue dei lavoratori, né con il loro reddito”.

Lo dichiara Franco Busto, segretario generale della UIL di Puglia.

“A breve, sulla nostra regione pioveranno miliardi di euro europei da investire per la ripresa economica del territorio. Alla Regione Puglia e alle principali istituzioni pugliesi, quindi, chiediamo di prendere una posizione netta, una scelta di campo inequivocabile. E lo chiediamo con un atto concreto, proponendo un protocollo che metta insieme le parti sociali, le istituzioni locali, Confindustria, Inps e Inail, propedeutico alla stesura e all’approvazione di una legge regionale che escluda dagli appalti derivanti dalle risorse del Recovery Plan le aziende che non rispettano le norme in materia di sicurezza sul lavoro (con disponibilità a sottoporsi a controlli periodici, che ora si verificano invece mediamente ogni 20 anni), che non applicano il contratto di settore abusando spesso di quello multiservizi o che ricorrono in maniera disinvolta e senza le verifiche del caso alla pratica del subappalto, che non tutelano quantomeno i livelli occupazionali e salariali pre-covid”.

“Nei prossimi giorni presenteremo ufficialmente il testo della nostra proposta al Consiglio Regionale, al Presidente Emiliano e all’Anci regionale. Sarà interessante vedere – conclude Busto – chi risponderà presente e chi no. Di fronte a un’occasione unica per ricominciare a crescere, sarà uno spartiacque per capire chi davvero ha a cuore il futuro del territorio e chi solo il proprio profitto o il proprio interesse politico. Poi sarà la comunità pugliese a giudicare, a giudicarci”.

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