Congresso UIL Puglia, Frontini confermato segretario generale

Stefano Frontini è stato riconfermato segretario generale Uil Puglia al termine del VII congresso Uil Puglia Bari-Bat. Lo affiancheranno in segreteria: Annarita Gianniello, Andrea Toma, Stefano Facecchia, Giovanni Librando, Giuseppe Tagliente. Tesoriere Emanuele Piazzolla. Coordinatori provinciali: Luca Maggio per Foggia, Gennaro Oliva per Taranto, Fabrizio Caiolo per Brindisi, Mauro Fioretti per Lecce.
Al congresso è intervenuto il segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri “Se a livello nazionale, chiediamo la detassazione degli aumenti contrattuali e la rimodulazione delle aliquote Irpef, per ottenere il recupero del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni, ma poi, sui territori, la tassazione locale li riduce, questo per noi è un problema: chi ha scelto di fare il presidente della Regione o il sindaco deve dare risposta anche a queste esigenze. Ci sono territori in cui le lavoratrici e i lavoratori, le pensionate e i pensionati che guadagnano tra i 20 e i 40mila euro pagano 80 euro al mese in tasse locali. Se, dunque, un’organizzazione sindacale – ha sottolineato Bombardieri – pone il tema della riduzione delle tasse, io credo che nessuno possa stranirsi. Noi rappresentiamo la povera gente e chi governa deve farsi carico di questo problema: non c’è spazio per risentimenti di nessun tipo. Che ci sia, poi, un finanziamento non adeguato del servizio sanitario nazionale, lo abbiamo sempre evidenziato anche in occasione di scioperi generali, ma questo problema non giustifica l’inasprimento della tassazione. Piuttosto – ha precisato il leader della Uil – bisogna intervenire sulla riorganizzazione della macchina burocratica e amministrativa, per rendere più efficiente il servizio sanitario”. Bombardieri, poi, è intervenuto anche in merito a due vicende industriali, simbolo della Puglia e del Paese: “Per la Natuzzi, era stato concordato un aumento della cassa integrazione e il mantenimento dei livelli produttivi e degli stabilimenti in Italia: le ultime dichiarazioni dell’azienda vanno nella direzione opposta e questo è inaccettabile. Richiamiamo il ministero e le autonomie locali ad esigere il rispetto degli accordi. Per quel che riguarda l’Ilva, invece – ha proseguito Bombardieri – ribadisco che la considero sostanzialmente chiusa. So che è una provocazione e che al nostro Paese serve l’acciaio, ma bisogna pensare a quali risposte siamo in grado di dare ai lavoratori e per la pacificazione con il territorio. Ci sarebbero imprenditori italiani pronti a interventi, ma chiedono aiuti allo Stato: così, però, sono tutti bravi a risolvere i problemi. Non solo – ha precisato il leader della Uil – quando si parla, ad esempio, di decarbonizzazione, bisogna sapere che l’utilizzo dei forni elettrici comporterebbe 5mila esuberi: chi li gestirà e come? Sappiamo che sono domande scomode, ma alle quali – ha concluso Bombardieri – non ci possiamo sottrarre”.
Il segretario generale della Uil Puglia, Stefano Frontini si è invece focalizzato sulle sfide che attendono il sindacato nei prossimi anni “La Puglia oggi è una regione attraversata da profonde contraddizioni. Da una parte c’è una regione dinamica, attrattiva, turistica, internazionale. Dall’altra c’è una regione che continua a convivere con fragilità strutturali, precarietà e difficoltà occupazionali. Ed è questa complessità che dobbiamo essere capaci di leggere. Ci sono lavoratrici e lavoratori che vivono l’incertezza delle transizioni industriali. Giovani che faticano a immaginare qui il proprio futuro e territori che rischiano di perdere capacità produttiva senza avere ancora prospettive sufficientemente solide. Quando parliamo di transizione troppo spesso immaginiamo percorsi lineari: una produzione che chiude, un’altra che apre, un modello che si esaurisce e uno nuovo che prende il suo posto. Ma in mezzo continuano ad esserci le persone. E quando le persone vengono lasciate sole, quella non è più una transizione giusta, ma il semplice trasferimento del costo sociale sui lavoratori e sui territori. Anche il tema dell’intelligenza artificiale ci pone davanti a crescenti sfide. Una trasformazione profonda che sta già modificando organizzazione del lavoro, modelli produttivi, pubblica amministrazione e perfino le relazioni sociali. Noi non possiamo accettare l’idea che l’intelligenza artificiale venga guidata esclusivamente da criteri produttivi o finanziari. La produttività generata dall’innovazione non può rimanere concentrata soltanto in alto: deve trasformarsi in salari migliori, qualità della vita, condizioni di lavoro più sostenibili ed equilibrio tra tempi di vita e tempi di lavoro”.