Debito sanità: “Serve confronto con le parti sociali, non ai tagli”

“Le buone intenzioni del neo presidente e della nuova giunta sul tema sanità rischiano di scontrarsi con una situazione finanziaria complessa che, secondo le prime ricostruzioni emerse, evidenzia uno squilibrio significativo nei conti del sistema sanitario regionale relativo al 2025 — afferma il segretario generale della Uil Puglia, Stefano Frontini —. Forse, prima di lanciarsi in iniziative pur lodevoli per impegno ma con possibili criticità sul piano della sostenibilità nel medio-lungo periodo, sarebbe stato opportuno aprire un confronto vero con le parti sociali e con il territorio per condividere soluzioni più strutturali, credibili e durature”.


“Siamo convinti che un cambio di passo nel sistema sanitario regionale — continua il segretario generale Stefano Frontini — non possa prescindere dalla trasparenza nei criteri di selezione, valutazione e responsabilizzazione della dirigenza sanitaria che, alla luce dei risultati registrati, evidenziano criticità rispetto alle ambizioni di un territorio che chiede un servizio sanitario più efficiente, capace di ridurre le liste d’attesa, garantire prossimità delle cure e tutelare il diritto universale alla salute. Il sistema sanitario pugliese deve essere guidato da competenze solide, responsabilità chiare e piena autonomia da dinamiche estranee all’interesse pubblico, in grado di razionalizzare la spesa sulla base delle reali esigenze delle comunità, ridurre gli sprechi, migliorare l’organizzazione dei servizi e investire su personale, innovazione e medicina territoriale”.


“Non si possono chiedere sempre e comunque sacrifici alle lavoratrici e ai lavoratori senza una strategia chiara, solida e sostenibile. Ribadiamo la nostra disponibilità a un confronto costruttivo e trasparente, ma ogni ipotesi di interventi che si traducano in tagli ai servizi, riduzione dell’offerta sanitaria o aumento della fiscalità regionale scaricato sulle famiglie ci troverà assolutamente contrari e pronti a mettere in campo ogni iniziativa sindacale necessaria a tutela delle lavoratrici, dei lavoratori e dei cittadini pugliesi”.

“Da tempo denunciavamo una situazione diversa da quella che ci è stata prospettata negli anni scorsi, apprendere oggi che in sanità abbiamo un deficit di 460 milioni ci preoccupa perché potrebbe voler dire chiusura di reparti e riduzione di posti letto per i degenti” fa eco Paola Bruno, segretaria generale Uil Fpl Puglia Bari-Bat.


“La notizia del buco in bilancio rilanciata da alcuni organi di stampa se dovesse essere confermata dall’assessorato alla Sanità, nella misura in cui è stata prospettata, aprirebbe degli scenari preoccupanti sui quali ci aspettiamo un intervento tempestivo e puntuale della Regione. Vogliamo inoltre sapere che fine faranno i due bandi per infermieri e oss per complessive nuove 1.700 unità che darebbero una boccata di ossigeno alla carenza storica di personale della Puglia, implementando da un lato l’assistenza territoriale e dall’altro aiutando quei reparti che sono in sofferenza di organico. Non vorremmo che il ripianamento venga fatto ancora una volta tagliando sul personale. Vogliamo ricordare che la Puglia sconta già un riparto del Fondo Sanitario Nazionale profondamente squilibrato, con le regioni del nord che ricevono in media più risorse pro capite rispetto a noi. Riparto che ha portato negli ultimi vent’anni ad una carenza diffusa di personale che rende difficile garantire l’assistenza dei pazienti” conclude Bruno.

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