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Tari in Puglia, lo studio della UIL

BARI – Secondo i dati elaborati dal Servizio Politiche Territoriali della Uil nazionale, negli ultimi cinque anni la Tari, in Italia, è aumentata in 4 Comuni su 10 e, purtroppo, la Puglia non fa eccezione, con il poco invidiabile record di avere ben due città capoluogo, Bari e Brindisi, nella top ten dei centri con il maggiore incremento percentuale nell’ultimo quinquennio (Lecce è addirittura prima con un +35,6% e Bari quinta con un +23,4%).
Nel resto della regione si registrano aumenti, tra il 2015 e il 2019, anche a Brindisi (+10,2%, concentrato principalmente nell’ultimo anno), Foggia (+11,6%) e Taranto (+2,6%).
In termini assoluti, quest’anno un’utenza domestica con quattro componenti, appartamento di 80 mq e reddito Isee di 25mila euro, pagherà in media, a Bari 379,55 euro, a Brindisi 427,24, a Foggia 361,90, a Lecce 335,39 e a Taranto 353,86 euro.
“Va detto – commenta Franco Busto, segretario generale della Uil di Puglia – che rispetto al 2018 la Tari in Puglia, almeno nei Comuni capoluogo, è rimasta sostanzialmente invariata. In particolare, è stabile a Bari e Foggia, a Lecce si è ridotta di circa 3 punti percentuali e a Taranto è cresciuta di poco. L’unico aumento considerevole è quello di Brindisi, che però aveva retto nel quadriennio precedente. Il messaggio dei numeri è chiaro: in Puglia, così come nel Mezzogiorno in generale, occorre un sistema impiantistico efficace e all’avanguardia, che sia in grado di assorbire e di convertire in vantaggi economici e ambientali concreti la percentuale sempre maggiore di raccolta differenziata. La Regione ha previsto nuovi impianti, a gestione pubblica, da realizzare nei prossimi anni: da questo punto di vista non possiamo che essere d’accordo, concetto che del resto abbiamo espresso in più frangenti al presidente della Regione, anche perché un sistema impiantistico industriale all’avanguardia permetterebbe anche di creare nuove economie, dirette e nell’indotto, e nuovi posti di lavoro (il caso ex Om è emblematico in tal senso), trasformando finalmente il rifiuto in risorsa come avviene in tante realtà settentrionali ed europee. Però è giunto il momento di accelerare e di passare ai fatti: Regione Puglia e Comuni collaborino in tale direzione per il bene dei cittadini e dell’ambiente”.
“Infine – conclude Busto – sarebbe opportuno che la gestione della raccolta, in tanti Comuni pugliesi, migliorasse notevolmente dal punto di vista qualitativo, efficientando i sistemi di raccolta differenziata spinta e magari introducendo una tariffazione puntuale che premi i cittadini più virtuosi, altrimenti sarà difficile spiegare alle comunità locali il perché di questi aumenti della Tari. Invece i disservizi, specie nei grandi centri, sono spesso all’ordine del giorno, così come l’abbandono selvaggio dei rifiuti nelle campagne, e chi ne fa le spese è un territorio che sulla propria bellezza sta costruendo un marchio apprezzato nel mondo”.

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