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Campanello d’allarme della cassa integrazione in Puglia, oltre 30mila lavoratori coinvolti a febbraio

BARI – Campanello d’allarme sul lavoro in Puglia. La cassa integrazione, a febbraio 2019, sale del 345.3% rispetto al mese precedente nonché del 311.7% su febbraio 2018. Dunque, le ore autorizzate per interventi di cassa integrazione guadagni sono state complessivamente oltre 5.1 milioni, con una pesante media di 30.024 posti di lavoro (a tempo pieno) salvaguardati nella nostra regione nel mese di febbraio 2019.

Per ramo di attività, nel primo bimestre 2019, è il settore dell’industria a presentare il maggior numero di ore di cig (5.6 milioni), seguito poi da edilizia (457mila) e commercio (161mila). Il differenziale, rispetto allo stesso periodo del 2018, è di 3.8 milioni di ore.

Nel merito, con 590mila ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate in Puglia a febbraio 2019, si segna un aumento di 76.5 punti percentuali rispetto a gennaio 2019 e una flessione del 12.9 rispetto ai dodici mesi precedenti.

Ma, in Puglia, a spingere fortemente la cassa integrazione è quella straordinaria che, con oltre 4.5 milioni di ore autorizzate nell’arco di un mese, determina una preoccupante crescita del 457.7% su gennaio 2019 e addirittura +961.5% su febbraio 2018. Su scala provinciale, è Taranto ad assorbire il maggior numero di richieste (circa 4.4 milioni di ore autorizzate).

In attesa di conoscere la concreta tendenza del mercato del lavoro del 2019, e senza considerare gli indici dei fondi di solidarietà che aggraverebbero ulteriormente la cornice, si registra uno scenario che evidenzia nei primi due mesi del 2019 (6.5 milioni di ore) un sensibile rialzo delle ore di cassa integrazione rispetto allo stesso periodo 2018 (3.8 milioni di ore), nonché una tendenza alla crescita, in Puglia, delle domande di disoccupazione (Naspi): 14.510 presentate a gennaio 2019 a fronte di 12.833 dello stesso periodo del 2018. Sono dati non estemporanei, ma che mostrano aumenti tendenziali, tanto che l’intero 2018 si è chiuso, addirittura, con un rialzo di 13.567 istanze di disoccupazione rispetto al 2017.

“I dati, inutile nascondersi dietro un dito, sono estremamente critici – commenta Franco Busto, Segretario Generale della Uil di Puglia – e dovrebbero indurre tutti, ad ogni livello, a una profonda riflessione. In questi giorni si fa tanto parlare di quota 100 e di reddito di cittadinanza, come se fossero la panacea di ogni male da cui è afflitto questo Paese e la nostra regione. La Uil, anche su scala regionale, ha sempre espresso parere favorevole nei confronti di ogni misura di sostegno al reddito e di contrasto alla povertà, tuttavia i numeri della cassa integrazione e della disoccupazione, specie in Puglia e nel Mezzogiorno, rendono plasticamente l’idea di un territorio ancora in sofferenza, che si affanna a uscire da una crisi epocale e che, pertanto, ha urgente bisogno, in maniera incisiva, di politiche attive efficaci e dunque in grado di creare sana e stabile occupazione, a cominciare dalla riapertura dei tanti cantieri, piccoli e grandi, fermi al palo a causa di lungaggini e cavilli burocratici. Investire sulle opere pubbliche, infatti, avrebbe un doppio effetto positivo sul tessuto economico-occupazionale: creare posti di lavoro in tempi brevi e fornire la Puglia di infrastrutture moderne in grado di connettere le nostre imprese con i mercati che contano, settentrionali ed europei, rendendole così competitive ed attrattive in tali contesti”.

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