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Cassa integrazione Puglia, non si ferma il calo vertiginoso delle ore autorizzate

BARI – A dicembre2018, inPuglia, si evidenzia l’ennesima flessione della cassa integrazione su base congiunturale: -49.1%, con quasi 633mila ore autorizzate a fronte di 1.2 milioni di ore di novembre 2018. Complessivamente, con oltre 14 milioni di ore autorizzate, il bilancio del 2018 sulla cassa integrazione in Puglia si chiude con un calo del 57.4% sul 2017.

Relativamente ai settori produttivi, l’industria assorbe il maggior numero di ore (9.1 milioni), seguita dall’edilizia (2.9 milioni di ore) e commercio (circa 2.1 milioni). Inoltre, nella nostra regione, si attesta su una media di 6.930 (16.272 nel 2017) il novero dei lavoratori salvaguardati, considerando un orario di lavoro a tempo pieno.

Nel dettaglio, nel 2018, con circa 5.7 milioni di ore di cassa integrazione ordinaria (Cigo) autorizzate, in Puglia si segna una riduzione di 8.1 punti percentuali rispetto al 2017. In ordine agli interventi di cassa integrazione straordinaria (Cigs), con oltre 8 milioni di ore autorizzate, la Cigs diminuisce del 66.4% sul 2017.

Poi, fisiologico l’indice quasi nullo della cassa in deroga per effetto della norma abrogatrice e la sostituzione con i fondi di solidarietà e di integrazione salariale, non integralmente ricompresi nei dati pubblicati dall’Inps.

“Purtroppo  – commenta Franco Busto, segretario generale della Uil di Puglia – la contrazione della Cig non può avere una lettura positiva, in quanto molte aziende hanno già esaurito lo strumento per effetto delle riforme degli ultimi anni. Inoltre, a suffragare questa tesi, ci sono gli ultimi dati Inps che evidenziano, in Puglia, una chiara tendenza all’aumento delle istanze di disoccupazione (Naspi): 4.638 domande in più sull’intero anno 2017 e, addirittura, +11.704 sul 2016”.

“Pertanto – prosegue Busto – il costante aumento in Italia e in Puglia dei beneficiari dell’indennità di disoccupazione è un fenomeno spesso riconducibile al travaso da cassa integrazione a disoccupazione. In tal senso, basti pensare al superamento della cassa in deroga, nonché della mobilità ordinaria, assieme alla riduzione di durata e all’aggravio di costi per le imprese utilizzatrici di Cig. Ne deriva quanto da noi già preannunciato, ovvero la tendenza da parte di molte aziende ad optare, purtroppo, per la scorciatoia della riduzione, spesso drastica, del personale”.

“Le statistiche sulla cassa integrazione e sulla Naspi – conclude il segretario generale della Uil di Puglia – come del resto i dati macroeconomici che ci ripropongono l’incubo della recessione tecnica, dimostrano, qualora ce ne fosse bisogno, che la crisi è ancora una realtà in Puglia e nel Paese e che, per venirne fuori, non bastano le misure messe in campo dal Governo, ma occorrono strumenti concreti utili a creare lavoro nuovo e sano, a cominciare dagli investimenti pubblici e privati, dallo sblocco delle opere pubbliche ancora impantanate in una burocrazia lenta e inefficace, dagli incentivi per i territori in difficoltà come il Mezzogiorno, purtroppo sparito da anni dalle agende governative”.

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