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“Ilva, servono certezze, non si può perdere altro tempo, né mettere paletti inutili”

“Lo sosteniamo da tempo e lo ribadiamo oggi con ancora più forza: ogni giorno perso aumenta l’incertezza sul futuro dell’Ilva e acuisce i problemi, già gravi, esistenti nel siderurgico tarantino. Questa situazione di precarietà, alimentata dalle voci che in questi giorni si stanno susseguendo sull’esistenza di un’altra cordata o su un possibile intervento dell’Anac, non fa bene a nessuno: in primis ai lavoratori, ormai stremati da anni di gestione commissariale e di decreti, all’azienda che continua a perdere fette e opportunità di mercato tirando dritto verso il fallimento, al territorio che attende risposte certe sia sotto il profilo occupazionale che dell’impatto ambientale”.

Lo dichiara Franco Busto, Segretario generale della UIL di Puglia, che invita il Governo “ad assumere decisioni concrete nel più breve tempo possibile, in un contesto di condivisone con i sindacati, prima della scadenza della proroga della fase commissariale”.

“Non c’è più tempo per valutare molte alternative – prosegue Busto – lo stato confusionale nel quale verte lo stabilimento, con conseguenze chiare sulla sicurezza dei lavoratori, sui controlli e sulla qualità della produzione, va spezzato senza se e senza ma. Come ha giustamente sottolineato la categoria dei metalmeccanici nazionale e provinciale, non è concepibile affidarsi esclusivamente a una proroga nella speranza che qualcuno risolva i problemi o che, peggio ancora, problemi che sono competenza dell’Esecutivo nazionale si risolvano da soli. Qui c’è un unico dato di fatto, inequivocabile: c’è un’azienda vitale, sia per livelli occupazionali che produttivi, non solo per la Puglia, ma per il Pil nazionale, che perde 30 milioni di euro al mese e che necessita quanto prima di investimenti e di azioni di bonifica. Non accelerare sul percorso intrapreso significa essere autolesionisti, sarebbe inconcepibile. Se si vuole far fallire l’Ilva, creando un dramma lavorativo inenarrabile, si è sulla strada giusta”.

“Sarebbe il caso – conclude Busto – che le istituzioni, a ogni livello, piuttosto che porre inutili paletti, collaborino per la chiusura di un cerchio aperto da troppo tempo. Restiamo dell’idea che entro il mese di luglio si debba addivenire a obiettivi concreti, altrimenti il rischio di rimanere con un pericoloso pugno di mosche in mano diventerebbe tremendamente reale. E sarebbe davvero imperdonabile”.

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