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“AqP: oltre al danno degli investimenti minimi per il miglioramento di una rete idrica colabrodo, la beffa clamorosa dell’aumento previsto in bolletta”

“E’ da anni che denunciamo i gravi ritardi, se non addirittura l’immobilismo totale, di Acquedotto Pugliese nell’attuazione degli investimenti programmati, ben al di sotto delle aspettative ma, soprattutto, lontanissimi da quelli utili a risolvere, almeno in parte, le necessità di un territorio che tutti gli anni si ritrova a convivere, inerme, con l’emergenza acqua”.

Secondo Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia e Filippo Lupelli, Segretario generale della UILTEC Puglia, stavolta oltre al danno c’è anche “la beffa clamorosa, per i cittadini pugliesi, che a fronte delle inefficienze riscontrabili e sotto gli occhi di tutti di una rete idrica colabrodo, che “vanta” perdite su quasi la metà della stessa, la bolletta dell’acqua quest’anno dovrebbe essere del 7% più cara rispetto al 2017, mentre nel 2019 dovrebbe subire un ulteriore impennata del 2,6”.

“Ormai il ricorso alle restrizioni delle forniture idriche – proseguono Pugliese e Lupelli – sta diventando una triste abitudine per Acquedotto Pugliese e, soprattutto per gli incolpevoli cittadini pugliesi che si ritrovano a pagare, con evidenti disagi, la poca lungimiranza del più grande acquedotto d’Europa il quale, invece di pianificare e investire copiosamente sull’efficientamento della rete, si limita a gestire (male) le emergenze”.

“La scusa che le carenze della rete idrica siano esclusivamente riconducibili agli invasi extra regionali non regge più, visto che situazioni come quella delle dighe Locone e Occhito, o come quella della diga di Piano dei Limiti o del fiume Lato, per non parlare del recupero delle acque piovane e di quelle reflue da riutilizzare nell’agricoltura, sono note e arcinote. Da tempo abbiamo formalmente richiesto la formazione di una commissione mista azienda-sindacati per la valutazione degli investimenti, ma ad oggi tutto è rimasto nelle buone intenzioni. La trasparenza non è decisamente la migliore delle virtù di Acquedotto Pugliese”.

Concludono Aldo Pugliese e Filippo Lupelli: “Perché finora si è scelto di non attuare un monitoraggio serrato della rete, mettendo in campo le conseguenti azioni per il ripristino della piena efficienza della stessa attingendo appieno dalle disponibilità di investimento? Sicuramente non è una questione di mancanza di risorse economiche, anche perché già in passato AqP non si era dimostrato certo di braccino corto quando si è trattato di spendere e spandere per consulenze milionarie, mentre continua ad esserci una carenza enorme, in organico, di figure tecniche in grado di pianificare e seguire le opere da realizzare, alle quali vengono preferiti studi tecnici esterni. Tanto paga pantalone con la bolletta, sempre più salata”.

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