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“La politica che ricorre alle aule di tribunale sta ammettendo il proprio fallimento: sull’ILVA è giunto il momento della collaborazione e delle soluzioni condivise”

“Quando la politica ricorre alle aule di tribunale, vuole dire che la politica sta ammettendo il suo fallimento. Significa che la politica sta abdicando al suo ruolo e che non è in grado di trovare soluzioni condivise che risolvano i problemi dei cittadini e del territorio”.

Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia, commenta così la scelta della Regione Puglia di ricorrere al TAR per il piano ambientale dell’ILVA.

“La questione ILVA – continua Pugliese – è di una delicatezza unica, rappresenta un passaggio vitale per una città e una provincia intere. Centinaia di migliaia di cittadini, famiglie e lavoratori che non perdono occasione per far sentire la propria voce e le proprie grida di dolore. La risposta non può essere in carta bollata, ma deve essere sotto forma di ampia e piena collaborazione fra tutti i livelli istituzionali, Governo, Regione, Provincia e Comune, con l’unico fine di raggiungere un obiettivo che sappia coniugare la piena occupazione aziendale con il rispetto e la tutela dell’ambiente e della salute di cittadini e lavoratori tarantini”.

“La magistratura – conclude Pugliese – è solo l’ultimo, estremo ricorso. Certo, la UIL, così come la categoria dei metalmeccanici, ha espresso in svariati frangenti dubbi importanti non solo sulle bonifiche, che restano fondamentali, ma anche sui livelli occupazionali. Continuiamo a ritenere il piano industriale di Mittal insufficiente, così come continuiamo a ribadire che non ci dovranno essere esuberi se si vorrà garantire un futuro in Italia al gruppo siderurgico. Del resto, senza degli adeguati organici, gli impianti che progressivamente dovrebbero aumentare la capacità produttiva, al netto delle contraddizioni tecniche contenute nel piano industriale, non saranno in grado di funzionare. Altro che esuberi, se davvero si ha intenzione di rilanciare l’ILVA in maniera sostenibile occorrono assunzioni. Allo stesso modo, bisogna garantire la certezza che da gennaio partano i lavori per la copertura dei parchi minerali, così come è imprescindibile monitorare il calendario degli interventi di ambientalizzazione degli impianti e del territorio, affinché i processi produttivi si possano finalmente svolgere nel rispetto della sicurezza e della tutela dell’ambiente e della salute. Però non si può ora, con un interlocutore seduto al tavolo, rischiare di mandare tutto a monte a suon di ricorsi. Al contrario, è il tempo della concertazione e della collaborazione tra istituzioni, sindacati e forze sociali. Taranto vuole risposte. E le vuole in fretta”.

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