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“Bene il monitoraggio sulle prescrizioni, ma da solo non basta per porre un argine a una spesa farmaceutica fuori controllo”

“Condividiamo l’azione di controllo e di monitoraggio sulle prescrizioni dei farmaci da parte dei medici di famiglia messa in campo dalla Regione Puglia, così come va nella direzione giusta la delibera di Giunta che impone ai medici di effettuare la scelta dell’opzione terapeutica e farmaceutica meno costosa, tuttavia tali iniziative, da sole, non bastano. Se non verranno finalmente inserite in una pianificazione generale e in ‘un’azione d’insieme, si tratterà della classica bolla di sapone o, peggio ancora, di un gioco allo scaricabarile”.
Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia e Giuseppe Vatinno, Segretario generale della UIL FPL Puglia, ricordano, infatti, che “a tutt’oggi la Regione Puglia, nonostante le tante sollecitazioni e gli accordi sottoscritti dallo stesso Presidente regionale, non ha ancora costituito il centro unico per gli acquisti e per gli appalti, fondamentale per porre argine a una spesa farmaceutica a dir poco allegra e oggettivamente fuori controllo, a danno dei cittadini e delle casse regionali. Eppure, non è solo il sindacato a pressare sulla necessità di ridurre i costi della sanità e della spesa farmaceutica: anche il ministro De Vincenti, nella sua ultima visita in Puglia, aveva inserito tali criticità tra le priorità del governo regionale. Eppure, finora nulla è accaduto, anzi la situazione va progressivamente peggiorando”.
“La Regione Puglia – proseguono Pugliese e Vatinno – è carente, addirittura immobile, nel suo compito di programmazione e di indirizzo tecnico-politico. Sosteniamo da tempo, infatti, facendoci portavoce delle esigenze di tanti cittadini pugliesi, che sarebbe essenziale fornire ai pazienti, al momento delle dimissioni dall’ospedale, una dotazione farmaceutica completa in grado di coprire il fabbisogno dei pazienti stessi nel periodo di post-ricovero. Ciò consentirebbe, infatti, non solo di contenere la spesa farmaceutica, ma anche di limitare l’attività di prescrizione dei medici di famiglia. Però, anche questa proposta è rimasta puntualmente confinata nel dimenticatoio, così come altre questioni sanitarie, su cui eviteremo di ripeterci, per le quali il 2017 sarebbe dovuto essere l’anno della svolta e invece, stando alle premesse, rischia di essere l’anno delle ennesime occasioni perdute per mancanza di volontà politica”.

 

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